Rinascita degli Stucchi
Reintegrazione plastica delle lacune e ripristino delle dorature per ridare tridimensionalità ai motivi floreali.
Armonia della Volta:
Restauro del dipinto di Santa Maria Maddalena in Gloria tramite pulitura selettiva e reintegrazione pittorica a tratteggio, garantendo leggibilità e rispetto dell’originale.
Le immagini testimoniano il passaggio dal buio del danno alla luce del rigenerato: un equilibrio perfetto tra conservazione tecnica e sensibilità estetica.
Il Restauro del Tempietto di Santa Maria della Peste a Viterbo
Il Tempietto di Santa Maria della Peste è un gioiello del
primo Rinascimento (XV secolo) a pianta ottagonale,
nato come ex-voto per la fine di un'epidemia. Recentemente,
il monumento è stato protagonista di un fondamentale intervento
di restauro conservativo, un’opera necessaria per restituire dignità e sicurezza
a uno dei simboli più amati della storia viterbese.
La Rinascita degli Affreschi: Rigore e Rispetto
L'intervento all'interno dell'aula ha permesso il recupero di preziosi affreschi
eseguiti da Antonio del Massaro, detto il Pastura.
Le superfici, offuscate da depositi salini e patine del tempo, sono state sottoposte a
una pulitura professionale che ha riportato alla luce i colori originali e la delicatezza dei tratti dei Santi.
Per garantire la massima leggibilità dell'opera senza tradirne l'antichità,
abbiamo scelto di intervenire sulle lacune con stuccature neutre di alto pregio.
Questo approccio scientifico permette di colmare visivamente le interruzioni dell'intonaco in modo armonioso,
assicurando che l'attenzione dell'osservatore resti focalizzata sull'originale senza subire distrazioni,
nel pieno rispetto dei moderni canoni del restauro conservativo.
Nota tecnica:
Il Pastura è una figura chiave del Rinascimento viterbese,
influenzato sia dal Pinturicchio che dal Perugino, e
il suo lavoro nel Tempietto (databile intorno alla fine del 1400)
rappresenta uno dei punti più alti della sua produzione locale.
Il Restauro del Crocifisso Monumentale (XVIII Secolo)
L'OPERA E IL CONTESTO
Questo imponente Crocifisso ligneo policromo, di circa 150 cm di altezza, rappresenta una straordinaria testimonianza della scultura sacra del pieno Settecento. L'opera incarna il pathos barocco attraverso una resa anatomica di alta scuola: la tensione del costato, il perizoma dal panneggio profondo e la drammaticità del volto rivelano una manifattura di eccellente livello, destinata originariamente a una collocazione monumentale.
STATO DI CONSERVAZIONE
Al momento del ricovero in laboratorio, il manufatto presentava diverse criticità:
STATO DI CONSERVAZIONE
Al momento del ricovero in laboratorio, il manufatto presentava diverse criticità:
- Strutturali: Una diffusa infestazione da insetti xilofagi che aveva indebolito il supporto ligneo.
- Superficiali: Sollevamenti della pellicola pittorica (creste) con rischio di caduta del colore.
- Estetiche: Una spessa coltre di depositi coerenti, fumo e vernici ossidate che appiattiva i volumi e alterava l’incarnato originale.
Rinascita di una maiolica
L'Arte della Ricostruzione Plastica
L'Opera: Un Paesaggio Ritrovato
Questa elegante brocca in maiolica (XVIII-XIX sec.) si distingue per il raffinato decoro a paesaggio e la complessa morfologia del manico antropomorfo. Lo smalto stannifero e la policromia vibrante testimoniano l'alta qualità della tradizione ceramica italiana.
La Sfida Tecnica: Ricreare il Manico
L'intervento è andato oltre il semplice restauro conservativo, affrontando la mancanza strutturale di una porzione del manico. La ricostruzione ha richiesto una precisione ingegneristica per restituire all'oggetto la sua linea originale.
Fasi Salienti del Restauro:
- Modellazione Dinamica: La parte mancante è stata ricostruita ex novo. Durante l'essiccazione, ho applicato un sistema di nastri adesivi in tensione per guidare la curvatura e assicurare la corretta posizione anatomica.
- Consolidamento Strutturale: Utilizzo di materiali reversibili e stabili per garantire la massima tenuta senza alterare l'originale.
- Integrazione Cromatica Mimetica: Ricostruzione del motivo "a squame" e della lucentezza dello smalto, rendendo il punto di giunzione tra antico e nuovo impercettibile.
Lampadario Monumentale in Cristallo (XIX Secolo)
Restauro Conservativo:
Inquadramento Storico:
Il manufatto analizzato è un esemplare di alta illuminazione d'arte risalente alla seconda metà del XIX secolo, ascrivibile allo stile Napoleone III. La struttura, realizzata in fusione di bronzo e ottone, sostiene una complessa architettura di cristalli molati, tipica delle grandi dimore nobiliari dell'epoca, concepita per massimizzare la rifrazione luminosa, coniugando la solidità delle nuove saldature strutturali con l’armonia estetica di un pezzo d'antiquariato d’eccellenza, pronto per tornare a illuminare gli ambienti con lo sfarzo originale del pieno Ottocento.
Inquadramento Storico:
Il manufatto analizzato è un esemplare di alta illuminazione d'arte risalente alla seconda metà del XIX secolo, ascrivibile allo stile Napoleone III. La struttura, realizzata in fusione di bronzo e ottone, sostiene una complessa architettura di cristalli molati, tipica delle grandi dimore nobiliari dell'epoca, concepita per massimizzare la rifrazione luminosa, coniugando la solidità delle nuove saldature strutturali con l’armonia estetica di un pezzo d'antiquariato d’eccellenza, pronto per tornare a illuminare gli ambienti con lo sfarzo originale del pieno Ottocento.
Restauro Conservativo ed Estetico di Vassoio Ovale in Terraglia Fine
L'Oggetto e la sua Storia:
Un elegante vassoio ovale in terraglia fine, databile all'epoca Ferdinandea (fine XVIII - inizio XIX secolo). L'oggetto è un pregevole esempio del Neoclassicismo napoletano, caratterizzato da un raffinato decoro a "pois" e da una bordura geometrica con filettature in oro zecchino, tipico delle manifatture attive nel Regno delle Due Sicilie in quel periodo. Il "Prima": Lo Stato di Conservazione L'opera è giunta in laboratorio in uno stato di conservazione critico. Il vassoio si presentava frammentato in più parti, con un'importante porzione completamente distaccata. A peggiorare la situazione, l'uso improprio di nastro adesivo scuro per tenere uniti i pezzi minacciava l'integrità della superficie smaltata e della delicata doratura. Il "Dopo": L'Intervento di Restauro L'obiettivo principale del restauro è stato la messa in sicurezza del manufatto e il recupero della sua leggibilità estetica, nel rispetto della sua storicità. L'intervento ha compreso:
Un elegante vassoio ovale in terraglia fine, databile all'epoca Ferdinandea (fine XVIII - inizio XIX secolo). L'oggetto è un pregevole esempio del Neoclassicismo napoletano, caratterizzato da un raffinato decoro a "pois" e da una bordura geometrica con filettature in oro zecchino, tipico delle manifatture attive nel Regno delle Due Sicilie in quel periodo. Il "Prima": Lo Stato di Conservazione L'opera è giunta in laboratorio in uno stato di conservazione critico. Il vassoio si presentava frammentato in più parti, con un'importante porzione completamente distaccata. A peggiorare la situazione, l'uso improprio di nastro adesivo scuro per tenere uniti i pezzi minacciava l'integrità della superficie smaltata e della delicata doratura. Il "Dopo": L'Intervento di Restauro L'obiettivo principale del restauro è stato la messa in sicurezza del manufatto e il recupero della sua leggibilità estetica, nel rispetto della sua storicità. L'intervento ha compreso:
- La rimozione sicura dei materiali non idonei e la pulizia approfondita.
- L'incollaggio strutturale dei frammenti per ripristinare la forma originale del vassoio.
- La stuccatura e l'integrazione pittorica delle linee di frattura e delle lacune.
- Il delicato restauro della doratura lungo i bordi.
Scheda di Restauro: Tavolino "Boulle" (XIX sec.)
IL MOBILE
Raffinato tavolino da centro in stile Luigi XIV (periodo Napoleone III),
caratterizzato dal celebre intarsio in ottone e tartaruga su fondo ebanizzato.
INTERVENTI ESEGUITI
- Consolidamento: Riapplicazione e fissaggio degli intarsi metallici sollevati.
- Integrazione: Ricostruzione artigianale delle parti mancanti in ottone inciso e tartaruga.
- Pulitura: Rimozione delle ossidazioni e dei depositi per ripristinare la brillantezza originale.
- Finitura: Lucidatura conservativa finale per la protezione delle superfici
Restauro Musivo: La Rinascita della Casa della Gemma
Il Progetto
L’intervento ha riguardato il recupero del prestigioso mosaico bicromo (bianco e nero) della Casa della Gemma a Ercolano.
L’Intervento: Prima e Dopo
Il nostro approccio si è focalizzato sulla conservazione della materia originale attraverso fasi metodologiche rigorose:
"Preservare un mosaico non significa solo pulire una superficie, ma proteggere l'armonia di un incastro millenario."
- Pulitura Selettiva: Rimozione meccanica e chimica dei sedimenti per riportare alla luce il contrasto cromatico originale delle tessere.
- Consolidamento: Fissaggio delle porzioni distaccate per garantire la stabilità strutturale del piano pavimentale.
- Integrazione Lacune: Intervento puntuale per ripristinare la continuità del disegno geometrico, rispettando l'estetica antica.
"Preservare un mosaico non significa solo pulire una superficie, ma proteggere l'armonia di un incastro millenario."
Rinascita di un Busto Neoclassico: Un Restauro di Respiro Internazionale
Il restauro di questo busto ritrattistico in ceramica invetriata bianca rappresenta una delle sfide tecniche più complesse affrontate recentemente dal nostro laboratorio.
L'opera ci è stata affidata da un collezionista in Canada, a testimonianza della fiducia che i clienti internazionali ripongono nella nostra specializzazione nel trattamento dei materiali ceramici fragili.
Analisi e Criticità:
L'opera è giunta in laboratorio in uno stato di frammentazione critica.
Il "prima" mostrava un collasso strutturale quasi totale:
il torso, il colletto e il basamento ottagonale erano ridotti in numerosi frammenti,
con lacune materiche profonde che ne compromettevano la stabilità e la lettura estetica.
L'Intervento Conservativo
Per rispondere alle esigenze della committenza, abbiamo applicato un protocollo di restauro integrativo d'alto livello:
- Ricostruzione Strutturale: Ogni frammento è stato pulito dai vecchi residui e riassemblato tramite anastilosi, utilizzando adesivi strutturali a PH neutro e reversibili.
- Integrazione Volumetrica: Le porzioni mancanti lungo le linee di frattura sono state stuccate con resine epossidiche specifiche, modellate per seguire la plasticità della scultura neoclassica.
- Finitura Mimetic-Integrativa: La sfida maggiore è stata la resa del "bianco".
- Attraverso un meticoloso ritocco pittorico, abbiamo replicato la brillantezza e l'opacità dello smalto originale, rendendo le giunzioni invisibili e restituendo continuità alla superficie.
L’Oro Ritrovato: Il Restauro
Magistrale a Fuoco di un’Anfora Imperiale
L’Analisi e la Sfida Tecnica
Il progetto di restauro ha interessato un’imponente anfora in porcellana di epoca Neoclassica,
un manufatto di altissimo pregio caratterizzato da una complessa interazione tra superfici ceramiche e
decorazioni metalliche.
L’opera presentava criticità strutturali ed estetiche, con diffuse lacune nei fregi e una perdita di
continuità nella doratura originale, elementi che ne offuscavano la maestosità e il valore storico.
Il Rigore della Fase Preparatoria
Una delle fasi più delicate dell’intervento ha riguardato lo studio degli innesti.
Come documentato nelle immagini di lavorazione, i manici scultorei in porcellana bianca
sono stati preliminarmente riposizionati nei loro alloggiamenti originali.
Questa operazione di "messa in prova" a secco, antecedente alla doratura finale,
è stata fondamentale per verificare la precisione millimetrica dei giunti e
garantire che la successiva integrazione dell'oro seguisse perfettamente
l'andamento plastico del vaso, evitando ogni minima discontinuità visiva.
Il cuore pulsante del restauro è stata la riproduzione dei tratti lacunosi in
corrispondenza dei "denti" decorativi e dei fregi del corpo centrale.
Si è proceduto con una tecnica d’arte applicata estremamente rara, complessa e rischiosa,
oggi riservata solo ai massimi esperti del settore:
la doratura a fuoco con oro zecchino.
L'integrazione non è avvenuta per semplice sovrapposizione,
ma attraverso un processo di cottura ad altissima temperatura.
L’oro zecchino è stato applicato e fuso sulla porcellana a 750°C,
permettendo al metallo prezioso di legarsi indissolubilmente al supporto ceramico.
Questa procedura richiede una padronanza assoluta dei cicli termici per evitare shock
al manufatto antico, garantendo però una brillantezza, una resistenza e una profondità cromatica
che nessuna tecnica a freddo può eguagliare.
"Un Risultato Senza Tempo"
Il restauro consegna un’opera che ha ritrovato la sua unità formale e il suo splendore originario.
Il contrasto armonico tra il candore della porcellana e il vigore dell’oro zecchino fuso a fuoco
testimonia un approccio conservativo d’eccellenza.
Il Tetto: Eccellenza Artigiana "Ad Identico"
Il cuore del recupero architettonico ha riguardato la copertura a cupola, vitale per bloccare le infiltrazioni:
- Produzione Artigianale: I coppi a squama mancanti sono stati prodotti a mano, riproducendo fedelmente la forma e il materiale degli originali quattrocenteschi.
- Firma Storica: Seguendo i principi del restauro moderno, i nuovi elementi realizzati nel 2022 sono stati siglati con l'anno di produzione, documentando l'intervento contemporaneo come parte della vita del monumento.
- Posa Specialistica: La messa in opera ha seguito l'antica tecnica a file sovrapposte, ricreando una protezione perfetta e una resa estetica impeccabile.
L’Eredità di Murat: Rinascita di un Capolavoro Intarsiato
Dalle stanze storiche dell’ex Real Casa dei Matti di Aversa, un pezzo di storia del Regno di Napoli torna a svelare la sua magnifica complessità. Questo tavolo, eccellenza dell'ebanisteria dei primi dell'Ottocento, rappresenta un legame tangibile con il periodo murattiano, dove l'arredo non era solo funzione, ma espressione di un nuovo ordine estetico e sociale.
Identità e Stile: Il Neoclassicismo Napoletano
- Datazione: 1808–1815 (Regno di Gioacchino Murat).
- Stile: Impero Napoletano. Il mobile si distingue per l’uso sapiente di essenze pregiate, con una struttura monumentale tipica dell'arredo destinato alle istituzioni borboniche e successivamente napoleoniche.
- Caratteristiche: Il piano presenta una straordinaria partizione radiale con un rosone centrale a intarsio floreale, circondato da delicate decorazioni a farfalla, simbolo di una natura ordinata e razionale, tipica della visione neoclassica.
- Integrazione Filologica: Le lacune dell’impiallacciatura e degli intarsi sono state colmate mediante l'inserimento di essenze lignee coeve e compatibili (tecnica dell'anastilosi lignea). Ogni tassello è stato sagomato a mano, rispettando millimetricamente il disegno originale dei petali e delle ali delle farfalle.
- Consolidamento Strutturale: Trattamento antitarlo profondo e stabilizzazione delle fessurazioni radiali causate dai naturali movimenti del legno nel corso dei secoli.
- Finitura a Lucido: La superficie è stata rigenerata con una classica lucidatura a tampone (gommalacca) applicata a mano. Questa tecnica ha permesso di esaltare la profondità delle venature e il contrasto cromatico tra le diverse essenze, donando al tavolo una lucentezza specchiante ma calda, tipica degli arredi di corte. "Non è stato solo un ripristino, ma una riscoperta: ogni colpo di martello e ogni passata di tampone hanno liberato la luce imprigionata sotto decenni di polvere, restituendo dignità a un simbolo della memoria di Aversa."
L'Anima Ricomposta: Capolavori di Gio Ponti
Il Risveglio di un’Icona:
Questi vasi, nati dal genio di Gio Ponti negli anni '20 per Richard Ginori,
rappresentano l'incontro perfetto tra l’oro zecchino e la purezza della porcellana.
Un dialogo tra mito e modernità che rischiava di andare perduto per sempre.
L'Arte del Restauro:
Dalle ceneri di oltre trenta frammenti, abbiamo guidato una rinascita. Non si è trattato solo di incollare pezzi, ma di restituire continuità e respiro a un'opera d'arte. Ogni
frattura è stata curata per scomparire, permettendo alla luce di scorrere di nuovo ininterrotta sulle forme neoclassiche.
"Curiamo le ferite del tempo per restituire l'eterno: dove c'era il vuoto, oggi brilla di nuovo la bellezza."
Un tesoro dal XVIII secolo: il restauro di un quadrante d'orologio francese
Questo affascinante quadrante d'orologio da tavolo, firmato "Regnault A PARIS",
è un autentico capolavoro dell'orologeria francese del XVIII secolo.
Con la sua elegante combinazione di numeri romani e arabi,
il suo raffinato quadrante in smalto bianco e i suoi tre fori per le chiavi,
questo orologio racconta una storia di abilità artigianale e lusso di un'epoca passata.
Sebbene mostri segni di usura e danni, il nostro esperto team di restauro è pronto a riportare questo pezzo d'arte alla sua antica gloria.
La nostra esperienza nel restauro di orologi antichi ci permette di preservare la storia e la bellezza di questi preziosi manufatti, garantendo che continuino a brillare per le generazioni a venire.
L'Arte del Restauro: Eccellenza e Rinascita
"Dove il tempo ha spezzato, noi ritroviamo l'armonia."
Questo intervento di alta precisione su un piatto da collezione in porcellana
della metà del XIX secolo (1830-1850) rappresenta la sintesi perfetta tra tecnica e passione.
Il danno complesso, che interessava sia la struttura che la preziosa veduta centrale in oro zecchino, è stato risolto con un restauro invisibile che restituisce all'opera la sua dignità storica.
Dettagli dell'Intervento
Analisi Storica: Esemplare in stile Biedermeier con decorazioni floreali e veduta urbana del "Grand Tour".
- Sfida Tecnica: Ricomposizione dei frammenti e reintegrazione pittorica senza interruzioni cromatiche sulle rifiniture in oro.
- Risultato Finale: Totale recupero dell'integrità estetica e del valore collezionistico del bene.
Trame di argilla e mani esperte: il ritorno all'originario splendore.
Descrizione dell'intervento:
Il progetto di restauro delle pavimentazioni del Museo Diocesano ha previsto
il ripristino filologico delle sale attraverso l'impiego di cotto artigianale fatto a mano.
L'intervento si è articolato in una complessa fase di posa a secco per la calibrazione micrometrica dei tagli angolari,
necessaria a garantire la perfetta simmetria tra il nuovo mattonato e l'apparato decorativo degli affreschi tardo-barocchi.
La geometria di posa alterna moduli quadrati e rettangolari, culminando in una cornice perimetrale a spina di pesce che
esalta la prospettiva degli ambienti, restituendo nobiltà e coerenza cromatica all'intero percorso espositivo.
Trisulti: Il Risveglio del Settecento
"Restituiamo all’eternità la materia che il tempo voleva cancellare."
Nella Sala Capitolare dell'Abbazia di Trisulti, il degrado da infiltrazioni e umidità
aveva spento la narrazione barocca del XVIII secolo. Il nostro intervento è stato un atto
di chirurgia artistica volto a fermare il distacco degli intonaci e la perdita delle preziose decorazioni.
L'Intervento in Sintesi
- Pulitura e Scoperta: Rimozione di depositi incoerenti e ridipinture acriliche per svelare i colori originali dei finti marmi (Alabastro e Rosso Levante).
- Consolidamento Strutturale: Iniezioni di malte specifiche per riadescare l'intonaco alla muratura e fermare la caduta della pellicola pittorica.
L'abbraccio del fuoco, la precisione del metallo:
Riportiamo l'etereo Biscuit alla sua originaria perfezione attraverso l'ingegneria del restauro.
L'immagine mostra i tiranti in nichel che circondano la base e il putto.
Questa complessa struttura è un'armatura temporanea:
serve a sostenere millimetricamente ogni frammento durante la delicata fase di cottura per la 'rilegatura a fuoco'.
Una volta raffreddata e stabilizzata la porcellana, questi tiranti metallici vengono rimossi,
lasciando l'opera priva di segni e solida nella sua struttura originaria.
L'opera: Questo superbo biscuit raffigura un'allegoria complessa,
con una figura femminile classica e un cherubino che fiancheggiano
un plinto centrale coronato da un'insignia,
un tempo parte di un orologio o di un candelabro monumentale.